domenica 3 aprile 2011

Bloccati sulla seggiovia? E allora? Io sono rimasto due notti sullo skilift.


Eh, sì, è quello che capita quando a manovrare la seggiovia ci sono un branco di idioti. I malcapitati di turno sono tre ragazzotti simpatici, il classico gruppo "lui, la sua ragazza e il migliore amico di lui" (e non pensate a corna o triangoli perché non ce n'è). 

Dunque, dicevamo, bloccati tutta la notte su un sedile gelato con la bella prospettiva di restarci fino al week-end successivo, quando saranno già belli e morti. Allora che si fa? Saltare giù significa spalmarsi come un formaggino Mio sulla montagna, arrampicarsi lungo i cavi taglienti si rischia di finire affettati come un salamino Beretta e intanto la biondina inizia a congelare come un bastoncino Findus (e le scappa pure la pipì). Tanto per restare in tema culinario, gli adorabili lupacchiotti che bazzicano la zona iniziano ad apparecchiare la tavola. A tutto questo aggiungete che la seggiovia è messa insieme con lo sputo e fate un po' voi. 

Altro film stile Open water, Buried, World Trade Center o 127 Hours, realistico, trascinante, ritmo sostenuto, non si perde in convenevoli e va dritto alla sostanza. La struttura della pellicola è ben bilanciata. Il rapporto e i dialoghi tra i tre amici risultano autentici, non riservano grossi contrasti ma non tolgono nulla alla tensione, anzi la accentuano. Le dinamiche action sono molto intelligenti, anche se, guardandolo, mi è venuta un'idea alla quale gli sceneggiatori non hanno pensato che avrebbe potuto agevolare la salvezza di uno dei personaggi, ma poco cambia per l'esito finale. Discreto l'epilogo. 

I frequentatori della montagna che hanno visto il film ne sono rimasti sconvolti. Io c'ho freddo già sul marciapiede di casa, figuriamoci. Riuscito, divertente e letteralmente agghiacciante.

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