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domenica 21 novembre 2010

"Si sente puzza di zolfo qua dentro. Chi ha mollato?"


Quando in ascensore si è in due è facile capire chi sia stato. Ma quando si è in cinque l'affare si complica. 

Ed è proprio questo il punto. 

Un rappresentante di materassi, una bella ragazza, una nonnetta, un agente della security ed un ex-marine restano intrappolati in un ascensore all'interno di un grattacielo. Ognuno di loro ha i suoi bei peccatucci sulla coscienza ed iniziano a morire uno dopo l'altro. Dall'esterno, un detective senza fede indaga seguendoli dalle telecamere di sorveglianza ed un agente superstizioso inizia a fare ipotesi sulla presenza del demonio. 

Scritto e prodotto da Shyamalan, il film è il primo capitolo delle sue Night Chronicles e torna a sviluppare tematiche come la fede e le coincidenze già alla base di Signs. 

La pellicola dura un'ora e uno sputo e fila via che è una bellezza. La sceneggiatura è semplice e perfetta e mescola giallo ed horror con grande mestiere. 

Purtroppo il buon M. Night ha lasciato la regia a quella mezza calzetta di John Erick Dowdle, il cui film più importante all'attivo è Quarantine, remake americano di Rec. A risentirne sono proprio le scene horror che avrebbero tutte le potenzialità per spaventare ma vengono dirette malissimo. 

Il film crolla nella scena finale di un buonismo inaccettabile soprattutto per una storia di questo genere. 

Forse, se Shyamalan avesse lasciato perdere The Last Airbender e si fosse dedicato a questo ne avrebbe tirato fuori un gioiellino. Così è solo un prodotto mediocre.


lunedì 20 settembre 2010

Va bene, M. Night, ci hai provato.


É il caso dell'estate. 

Il nuovo film di M. Night Shyamalan è stato un flop promesso e mantenuto in pieno. Tuttavia, dopo averlo visto, credo si tratti di uno di quei casi in cui un film malriuscito ma pur sempre decoroso viene reso dal tam-tam prima brutto, poi bruttissimo e infine un disastro. 

Beh, dopo aver visto film come G. I. Joe, Iron Man 2 e l'ultimo Jonah Hex, a casa mia i disastri sono un'altra cosa. 

L'ondata di critiche più violenta è arrivata subito dopo l'uscita del teaser ed il tenore è stato: "Cosa c'entra 'sto film con Shyamalan?" 

Ignoranti prevenuti dalla mentalità ristretta, rispondo io. Un regista ha il sacrosanto diritto di provare a cimentarsi con generi differenti, magari anche commerciali, soprattutto quando gli ultimi lavori sono andati abbastanza male al botteghino. 

In questo caso, il regista si butta sulla trasposizione di una serie animata di successo ambientata in un mondo fantastico in cui i quattro regni degli elementi, Terra, Aria, Acqua e Fuoco, sono in guerra. Un giovanissimo Avatar, una sorta di piccolo Buddha, in grado di controllare l'elemento dell'Aria, è destinato a ristabilire la pace coadiuvato da due giovani, fratello e sorella, del regno dell'Acqua. 

All'inizio sembra il classico film avventuroso per ragazzi alla Chris Columbus (Harry Potter e Percy Jackson), piacevole, trascinante e brillantemente privo di quelle ingenuità che ci si aspetterebbe. Dopo una mezz'ora, però, inizia a mostrare le prime crepe che andranno man mano a ramificarsi. 

Shyamalan ha provato ad accontentare sia il suo pubblico tradizionale, quello adulto, sia i più giovani a cui è destinato principalmente il film, cercando inoltre di scostarsi dai canoni del genere "cappa e spada orientale" in salsa fantastica, tipo La Tigre e il Dragone o Hero. Ne è venuta fuori un'opera che non è né carne né pesce e scontenta tutti. 

Trama indecisa, dialoghi senza nerbo, solo alcuni personaggi sono ben approfonditi e si arriva a provare empatia per il protagonista soltanto nel finale che regala l'unico e brevissimo picco emotivo della pellicola. 

Nonostante la somiglianza estetica con l'opera originale, anche i fans del cartone restano delusi decretando la rovina del film. 

Giuste le critiche sul solito 3-D raffazzonato e integrato maldestramente in post-produzione. Inutile, peraltro. Io l'ho visto in 2-D e le scene d'azione sono già ottime, rese suggestive dai sontuosi effetti speciali dell'ILM e sostenute dall'epica colonna sonora di James Newton Howard. 

Il film è il primo capitolo di una quadrilogia ma dopo il tonfo non so cosa se ne farà. Come detto, M. Night aveva tutto il diritto di provarci. Semplicemente gli è andata male.