domenica 18 luglio 2010

Il cow-boy che sparava più veloce della sua ombra


Trasporre un fumetto o un cartone animato in un film o in una serie tv significa trasportare in una dimensione concreta un mondo di carta che vive delle proprie regole. Se si tratta di fumetti o cartoon dal contesto realistico, il problema non si pone (a meno che, certo, i registi non siano dei perfetti idioti come Favreau o Schumacher). Quando invece l'universo di carta in questione è regolato da dinamiche deformanti, perlopiù per scopi comici, la trasposizione, oltre ad essere ridicola ed infantile risulta anche inutile artisticamente. Basti vedere prodotti imbarazzanti e puerili quali Garfield, Scooby-Doo, Alvin e l'ultimo Sansone

Questo Lucky Luke, così come la trilogia cinematografica di Asterix (di cui, intendiamoci, solo il primo episodio era appena decente), si trova sul confine tra i due generi proprio per la natura caricaturale dell'opera da cui è tratto. Oltre alla saga a fumetti e ai film d'animazione, il personaggio aveva già goduto di una trasposizione televisiva nella serie con Terrence Hill, che risultava sufficientemente gradevole per la fedeltà al testo originale, lasciandone intatta la comicità, ripulita però da gran parte della sua bizzarria e stravaganza. 

In questo film, invece, la sfida è stata proprio quella di ricreare l'universo western di Goscinny e Morris attraverso postmodernismi di regia, gag comiche, visive e scenografiche surreali ed esilaranti che mantengono inalterate le suggestioni estetiche e narrative del materiale originale. I personaggi sono eccentrici e stralunati come le loro controparti disegnate, non a caso è stato proprio Goscinny a curarne l'adattamento. 

Dopo aver infranto il suo codice d'onore uccidendo il perfido Poker per vendicare i suoi genitori, Lucky Luke decide che è arrivato il momento di appendere il cinturone al chiodo e mettere su famiglia con la ballerina Belle. Tre fuorilegge, lo sbarellato ed infantile Billy The Kid, una Calamity Jane maschiaccio, e Jesse James in versione bardo, vorrebbero fargli la pelle ma finiranno per richiamarlo al dovere ed aiutarlo a smascherare un gigantesco complotto. 

Battaglia finale in una sorta di baraccone-condensato di Las Vegas volutamente esagerato e di cattivo gusto. Lieto fine scontato. 

Il film, pur avendo legittimamente un occhio di riguardo per i bambini, strappa un bel po' di risate e risulta piacevolissimo anche agli adulti ma ha nella sua stessa natura i suoi limiti. Non dice niente di più di un fumetto o un film d'animazione lasciando ingiustificata la sua ragion d'essere. Ma se proprio un prodotto di questo genere dev'essere realizzato, questo è il modo più giusto per farlo, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. 

Prendere o lasciare.


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