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sabato 29 ottobre 2011

Come direbbe Stephen King...


"Se mi freghi una volta devi vergognarti tu. Se mi freghi due volte devo vergognarmi io. Se mi freghi tre volte dobbiamo vergognarci entrambi."

domenica 17 aprile 2011

"Ho dodici anni da tantissimo tempo."


Remake americano dell'omonimo film svedese del 2008 di Tomas Alfredson tratto dal romanzo di John Ajvide Lindqvist. 

Si racconta l'amicizia tra un ragazzino emarginato, vessato dai bulletti della scuola e una giovane vampira, autrice dei consueti delitti che le permettono di sopravvivere, la cui condizione la pone in un ovvio disagio esistenziale. 

Il film originale era un capolavoro sulla perdita dell'innocenza ed uno dei migliori film di vampiri degli ultimi anni. Quest'inutile remake all'americana, diretto da Matt Reeves, regista di Cloverfield, sposta l'azione da Stoccolma al Nuovo Messico ed è edulcorato dalle tematiche di pedofilia e scoperta della propria omosessualità riducendosi ad un horror anonimo, con qualche buon momento e un'atmosfera azzeccata, scene splatter in computer grafica scadente ed epilogo involontariamente comico. 

Guardatevi l'originale. E, in ogni caso, mille volte meglio questo che un qualsiasi episodio di Twilight.

domenica 3 aprile 2011

Bloccati sulla seggiovia? E allora? Io sono rimasto due notti sullo skilift.


Eh, sì, è quello che capita quando a manovrare la seggiovia ci sono un branco di idioti. I malcapitati di turno sono tre ragazzotti simpatici, il classico gruppo "lui, la sua ragazza e il migliore amico di lui" (e non pensate a corna o triangoli perché non ce n'è). 

Dunque, dicevamo, bloccati tutta la notte su un sedile gelato con la bella prospettiva di restarci fino al week-end successivo, quando saranno già belli e morti. Allora che si fa? Saltare giù significa spalmarsi come un formaggino Mio sulla montagna, arrampicarsi lungo i cavi taglienti si rischia di finire affettati come un salamino Beretta e intanto la biondina inizia a congelare come un bastoncino Findus (e le scappa pure la pipì). Tanto per restare in tema culinario, gli adorabili lupacchiotti che bazzicano la zona iniziano ad apparecchiare la tavola. A tutto questo aggiungete che la seggiovia è messa insieme con lo sputo e fate un po' voi. 

Altro film stile Open water, Buried, World Trade Center o 127 Hours, realistico, trascinante, ritmo sostenuto, non si perde in convenevoli e va dritto alla sostanza. La struttura della pellicola è ben bilanciata. Il rapporto e i dialoghi tra i tre amici risultano autentici, non riservano grossi contrasti ma non tolgono nulla alla tensione, anzi la accentuano. Le dinamiche action sono molto intelligenti, anche se, guardandolo, mi è venuta un'idea alla quale gli sceneggiatori non hanno pensato che avrebbe potuto agevolare la salvezza di uno dei personaggi, ma poco cambia per l'esito finale. Discreto l'epilogo. 

I frequentatori della montagna che hanno visto il film ne sono rimasti sconvolti. Io c'ho freddo già sul marciapiede di casa, figuriamoci. Riuscito, divertente e letteralmente agghiacciante.

venerdì 1 aprile 2011

"La cosa interessante degli scettici è che sono sempre alla ricerca di prove. La vera questione è cosa faremmo se le trovassimo."


Altro film recuperato fuori tempo massimo. Sarebbe la classica storia di fede ed esorcismi se non fosse che si prefigge di raccontare una storia vera. 

Abbiamo il giovane prete americano che ha preso i voti solo perché nella sua famiglia "o ti mangi 'sta minestra o ti butti dalla finestra", anche perché il papà è Rutger Hauer e fa di mestiere l'impresario di pompe funebri, figuratevi l'allegria. Neanche il tempo di indossare l'abito talare e il giovane prete è già in crisi. Il suo amico e mentore, per toglierselo dalle palle, gli consiglia di diventare esorcista per scoprire la fede facendo a bottigliate con il diavolo. 

Il nostro giunge così a Roma per frequentare l'accademia degli esorcisti ocomecavolosichiama, rompendo i coglioni con le sue polemiche da bravo scettico. L'insegnante, per toglierselo pure lui dalle palle, lo manda dal Clint Eastwood degli esorcisti, l'aspersorio più veloce del west, interpretato dal sempre grandissimo Anthony Hopkins. I due hanno i loro bei diverbi sul caso di una ragazza indemoniata, finché l'anziano esorcista non viene posseduto pure lui. 

Il film non dice nulla di veramente nuovo ed è un horror senza infamia e senza lode. Girato in modo onesto, per buona parte nella città eterna, con camei di alcuni attorucoli nostrani tra i quali Maria Grazia Cucinotta che recitano in italiano sottotitolati in inglese, ma se vedrete il film doppiato non farà alcuna differenza. 

I dialoghi tra esorcista maestro e allievo sono la parte migliore della pellicola, interessanti e scritti bene. Il personaggio femminile, una giornalista che aiuta il protagonista, è completamente inutile. La parte horror è pure buona, convenzionale, mai eccessiva, ben punteggiata e divertente. Il finale è scontato e un po' troppo didascalico. 

Si può guardare, soprattutto grazie ad un Hopkins convincente sia come prete che come indemoniato-Hannibal Lecter. Dunque come opera d'intrattenimento può andare, ma se cerca davvero di convincere un ateo come me che i fatti narrati siano reali, tra gente che vomita chiodi, muli demoniaci e telefonate dall'aldilà, francamente resto scettico.