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domenica 16 maggio 2010

Il Ragazzo d'Acciaio va incontro al suo destino


Se n'è andata anche la nona stagione di Smallville ed è finita con un bel "To be continued", alla faccia dei denigratori. Quante serie televisive possono vantare il traguardo delle dieci stagioni, con ascolti sempre in crescita e diverse nomination e vittorie agli Emmy? Certo, le stagioni centrali, soprattutto la quarta e la quinta, sono uscite di carreggiata e gli sceneggiatori hanno perso completamente di vista l'obiettivo ignorando il materiale da cui avrebbero dovuto attingere. 

Ma le ultime due stagioni hanno rovesciato la situazione rinnovando totalmente la saga, rendendola adulta e catapultandoci in pieno fumetto. Nell'ottava, assolutamente dark, iperviolenta, addirittura splatter è stato gettato nella mischia Doomsday, il mostro che ha ucciso (o, per meglio dire, ucciderà) Superman. 

Quest'anno è toccato al generale Zod, comandante in capo dell'esercito kryptoniano che fu esiliato da Jor-El nella Zona Fantasma per una tentata insurrezione. Interpretato dal mitico Terence Stamp nei primi due  Superman con Christopher Reeve, qui Zod ha il volto di un Callum Blue dagli occhi psicotici, uno spietato guerrafondaio, assassino a sangue freddo dalla filosofia nazifascista pronto a guidare la sua armata alla conquista della Terra. 

Come se non bastasse, il buon Clark deve vedersela con la solita schiera di supercriminali, tra i quali il Giocattolaio, Metallo col suo bel cuoricino di kryptonite, e Silver Banshee. Puntata clou della serie, il doppio episodio Absolute Justice, scritto dal grande Geoff Johns, in cui i membri della storica JSA vengono uccisi sistematicamente dalla Checkmate, l'associazione segreta governativa, guidata dalla durissima Amanda Waller, che tira fuori i supercriminali di prigione, li riunisce nella leggendaria Suicide Squad, promettendo in cambio la grazia, per eliminare tutti i metaumani dal pianeta, eroi e non. 

In un continuo crescendo di colpi di scena, le tre fazioni, la JLA di Clark, l'esercito kryptoniano di Zod e la Suicide Squad scatenano una guerra mondiale che culmina nella season finale. Momento assolutamente epico, il discorso da vero leader che Clark tiene ai compagni della Justice League. 

Lo scontro decisivo con Zod è di una violenza, di un'intensità e di una drammaticità inaudite con il nostro eroe che si immola nel sacrificio supremo (Se qualcuno di voi dovesse trovare una di queste tematiche nell'ultimo Iron Man 2 è pregato di farmelo sapere). 

In quest'ultima puntata, peraltro, ma' Kent ha lasciato al figlio un bel pacco regalo. Cosa c'è dentro? Glielo potete leggere negli occhi.


lunedì 1 marzo 2010

Toh, una crisi.


Alla DC devono averne il magazzino pieno: Crisi sulle Terre Infinite, Crisi Infinita, Crisi Finale. E tutto ruota sempre attorno a queste benedette realtà parallele che costituiscono il multiverso DC, concetto che finalmente arriva anche in un lungometraggio animato della collana DC Universe, una serie che nella durata dei film, 75 minuti circa per ogni titolo, ha il suo pregio e il suo difetto. 

Se la trama, punteggiata immancabilmente da scene d'azione, è ben bilanciata e le idee ci sono, si possono avere gioiellini come Superman-Doomsday e Wonder Woman, qualche idea in meno e vengono fuori film mediocri come Batman Gotham Knight e Green Lantern First Flight, troppa azione e poche idee e abbiamo film scarsi come Superman & Batman - Public Enemies e Justice League - The New Frontier

JLA - Crisis of two Earths si pone tra i mediocri. L'idea è semplice. I membri della JLA si recano in una Terra parallela per affrontare le loro controparti malvage. Idee poche, scazzottate tante e divertenti, qualche personaggio viene lasciato alla deriva. Il film dà il meglio nell'ultima parte, nello scontro di filosofie tra il "nostro" Batman e quello cattivo, un Owlman identico al Nite Owl dei Watchmen. Spassoso.